Presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, venerdì 9 ottobre 2020, l’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale con sede ad Ancona ha proseguito il corso di studi sulla cultura greca con una lezione del Direttore Haris Koudounas intitolata: Numerologia e simbologia astrologica secondo le antiche scritture. La filosofia della momentaneità.

Ecco alcuni passaggi tratti dalla lezione:

“La Numerologia oggi non viene più considerata parte della matematica mentre gli scienziati la chiamano pseudo-matematica. In antichità però era una scienza filosofico-esoterica basata sui numeri, diffusa in tutti i popoli, che ha avuto origine nei primi matematici, sviluppata poi con i sistemi di isopsefia soprattutto con Pitagora di Samo, filosofo, iniziato, politico, astronomo, vissuto in Grecia nel VI secolo a.C. Il genio della matematica aveva ampliato il suo sapere presso i sacerdoti dell’Antico Egitto e aveva fondato a Crotone, cuore della Magna Grecia, una delle più importanti scuole di pensiero dell’umanità: la Scuola Pitagorica. Secondo Pitagora tutto è numero e ad ogni numero corrisponde un simbolo, un suono, delle lettere dell’alfabeto, dei pianeti. La Numerologia è stata sin da allora un elemento base per la nascita delle scienze astratte, tra cui l’astrologia, la filosofia, la psicologia. Essa considera il numero un essere del piano spirituale che ci aiuta a capire che l’uomo non è distaccato dalla natura e dal divino. I numeri, in quanto agenti dell’energia creativa cosmica, hanno il particolare potere di trasmettere vibrazioni e conoscenze che influiscono sul comportamento e la vita di ogni essere animato e inanimato. Non vengono quindi considerati solo come quantità aritmetiche, ma intesi come Simboli e Archetipi Universali, ognuno dei quali ha un significato, una funzione, un ruolo all’interno della vita di ciascuno di noi. I numeri caratteristici di ogni individuo lo rendono perciò un essere unico e gli indicano le vie più armoniose da percorrere. È quindi un cammino esoterico di conoscenza e di autoconoscenza, presente da sempre nella storia dell’uomo. Scopo primario dell’esistenza di Pitagora fu quello di cercare di elevare l’umanità dall’attitudine del numero Uno (Egocentrismo) a quella del numero Nove (Consapevolezza). Grazie alle sue intuizioni sui diversi livelli della consapevolezza che animano sia il microcosmo umano, sia il macrocosmo, uniformò in modo coerente concetti matematici, musicali, astronomici, scientifici e filosofici, che trovarono grandiosi sviluppi anche nei secoli successivi, tanto da permettere alla numerologia di arrivare fino a noi”.

Tutto questo ci ha raccontato con la consueta passione Haris Koudounas, Direttore dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale di Ancona, durante una delle più coinvolgenti e partecipate lezioni del secondo ciclo del Corso di Studi sulla Lingua e Cultura Greca, in via di conclusione il prossimo 23 ottobre nella città dorica, nonostante le interruzioni dovute all’emergenza Covid-19.

E poi ha continuato:

“Da un punto di vista simbolico il numero uno (1) rappresenta lo spirito, l’inizio ma anche la forza, l’assoluto, l’eterno e Dio stesso. È l’inizio (Archè) attivo, che quando si frammenta, dà alla vita la molteplicità. Il due (2) rappresenta una linea retta: l’inizio e la fine. Simbolo della materia, dell’innamoramento (eros) e della riproduzione, ma anche del lutto e della morte. È l’imbuto della vita mortale ed immortale, quella variabile ed immutabile dove si incontrano in antitesi i due poli del buono e del cattivo, della vita e della morte.

Il tre (3) è la sintesi dell’Uno (spirito) e del Due (materia). Simbolo del tempo (del passato, presente e futuro), della personalità, dell’intelletto e del pensiero della mente ma simboleggia anche, il Dio Trinitario (Padre, Figlio e Spirito Santo). È il simbolo della creazione e secondo i Pitagorici è il principale componente della Geometria perché il triangolo è la base delle forme geometriche.

Il numero quattro (4) rappresenta l’immenso Universo, l’ordine e l’organizzazione sistematica che esiste in esso. È il simbolo dello spazio definito da 4 elementi (fuoco, terra, aria, acqua) e del tempo definito dalle 4 stazioni.

Il numero cinque (5) è il numero dell’Uomo, è il derivato del primo numero femminile (2) e del primo numero maschile dopo l’unità che è il tre (3). È il risultato dell’accoppiamento del femminile con il maschile.

Attraverso le sei specie degli esseri viventi (Dei, demoni, eroi, uomini, animali e vegetali) il numero sei (6) viene considerato come il numero della tentazione del peccato, ma anche della fatica, del lavoro e dell’attività. Arriviamo così al numero sette (7) che è la chiave tra il microcosmo ed il macrocosmo, il numero che porta l’equilibrio tra corpo e spirito, il numero del giudizio e delle scelte giuste nella vita. Il numero otto (8) simboleggia l’eternità, la pienezza ed il destino. Porta l’equilibrio tra il temporaneo e l’eterno. L’otto obliquo (oo) mostra l’eterno movimento a spirale dei Cieli e per questo è stato accettato come simbolo matematico dell’infinito.

Il numero nove (9) è considerato il numero dell’iniziazione, il numero della prova. È il simbolo del passaggio da un’unità al decimale. Si presenta come un triangolo della trinità che rappresenta i tre mondi (vegetale, animale e spirituale).

Infine, il numero dieci (10) contiene ogni numero in esso ed è infinito. Destinatario di tutti i numeri è chiamato numero cosmico rappresentando così l’Universo”.

“La numerologia – ha continuato Koudounas – ci offre la possibilità di avere la sensazione di un mondo mistico e simbolico che da sempre ci affascina”. Con un originale passaggio tra le forme geometriche del quadrato, semicerchio, triangolo e pentagono e con i colori corrispondenti di giallo, bianco, rosso e verde, Koudounas ha introdotto un’antica simbologia astrologica che unisce tutti gli uomini sotto le leggi cosmiche ed universali: “Le relazioni degli uomini sono collegate con la decodificazione delle parole antiche dei segni zodiacali dove si incontra l’unica Via che unisce le coscienze delle persone. La via della Verità Assoluta, una verticalizzazione che parte dai segni della terra (quadrato) creando il campo magnetico della purezza dei segni dell’acqua (semicerchio colore bianco) che spostano l’equilibrio in alto verso il triangolo rosso dei segni del fuoco e una volta attraversato, potranno entrare nella zona verde del pentagono, dove i segni dell’aria li aspettano per completare il percorso iniziato. Un percorso dove l’Uomo protagonista potrà vivere ogni attimo intensamente e potrà trovare alla fine la vera motivazione della sua esistenza, trovando così anche sé stesso”.

Con diversi esempi Haris Koudounas ci ha fatto comprendere come tutti i numeri partecipano del simbolismo dell’unità, sia per addizione tra loro che per scomposizione e ci ha dato un assaggio prima della sua esperienza e poi del suo metodo di avvicinamento alla Verità Assoluta: “I segnali che ci arrivano ogni giorno non avvengono per caso; bisogna saperli captare, uscire un attimo da noi stessi, guardarsi da fuori, staccarsi e riflettere su quello che è accaduto e interpretarlo. Le scelte sbagliate che a volte facciamo succedono perchè non abbiamo interpretato bene alcuni segnali che ci sono arrivati”.

La sua filosofia sulla momentaneità, il vivere intensamente ogni attimo, è stato il messaggio più illuminante della lezione: “Ognuno di noi deve fare il suo percorso vivendo intensamente ogni attimo della vita, in armonia nel posto dove siamo, nel momento in cui siamo; con il lavoro costante dell’autoconoscenza ed il risveglio della nostra coscienza diminuiremo la distanza tra la verità personale e Verità Assoluta”. Questo ed altri temi originali saranno sviluppati nel libro di prossima pubblicazione che il Direttore Koudounas sta terminando di scrivere, e che noi saremo curiosi di leggere…

Loredana Montilla,

Membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale

 

 

 

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