Quali sono gli elementi ellenici significativi per i siciliani contemporanei?
Cosa ci unisce come popoli e cosa si può fare per creare un legame più forte e produttivo tra la Sicilia e la Grecia?
Ogni settimana un siciliano condividerà con l’istituto Ellenico della Diplomazia Culturale – Sicilia il suo punto di vista.
Questa settimana nostro ospite, Paolo Madella, Presidente delegazione AICC Siracusa.

 

 

– Qual è il tuo preferito elemento Ellenico siciliano? Descrivilo e raccontaci la sua storia in poche parole.
  • Il legame tra le due terre non si può limitare ad un solo sito od un singolo elemento. Con un’intensa frequentazione della Grecia moderna si riesce ancora oggi a percepire la forte osmosi con la natura e l’intensa sensibilità estetica comune agli antichi greci e ‘ai sicelioti’ , ovvero ai greci di Sicilia, che si declinano oggi in  molteplici elementi antropici. Il castello di Lipari che incombe sulla rada del porto conduce il pensiero alle alte mura del monastero di San Giovanni a Patmos, la cavea del teatro di Siracusa emerge lucida tra la roccia come quella di Epidauro, le spiagge di Eloro che si susseguono continue ricordano le bianche baie di Kos, la fresche acque delle gole dell”Alcantara recano un sollievo simile a quello dei laghetti di Fonias a Samotracia, l’acropoli di Selinunte non può non rammentare quella di Lindos, le chiesette rupestri di Pantalica evocano le chiese e i monasteri della laconica Mistra’,la magnifica montagna di Erice riconduce la mente alla spettacolare baia di Monembasia, mentre le pietre nere del litorale di Taormina trovano ciottoli gemelli nella spiaggia di Mavra Voulia a Chio nell’isola di Omero
– Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi la Grecia?
  • Penso all’acropoli di Atene, come se fosse un palcoscenico che da millenni osserva solenne le faticose vicende degli uomini che si sono avvicendati ai suoi piedi, poi penso alla sala Elgin del British Museum che ospita i marmi del Partenone e all’ultimo piano del Museo dell’Acropoli dove i rispettivi calchi attandono impazienti di essere rimpiazzati dai loro antichi modelli, quando i marmi originali saranno restituiti alla Grecia…
– Quanto vicini/ simili pensi che siano greci e siciliani?
  • Non è facile rispondere ad una tale domanda. Sono popolazioni che hanno attraversato innumerevoli vicende storiche spesso drammatiche e sanguinose, soggette a continue interferenze esterne  che le hanno devastate ed arricchite nello stesso tempo, senza riuscire, tuttavia, ad annientare la loro articolata e ricca civiltà. Peraltro anche attualmente non esiste una singola idea di sicilianita’ o grecita’. Sono due territori, che hanno oggi economie molto orientate verso il turismo e talvolta questa caratteristica non ha sempre favorito il rispetto della natura e del paesaggio, come era stato nei tempi precedenti. Non si incontra la medesima umanità tra gli olivi di Kalamata e i quartieri industriali di Salonicco, come è differente vagare tra le strette strade senza tempo di Erice e  i poli industriali di Siracusa o Gela.

Se volessi ritrovare delle affinità specifiche tra  i siciliani I Greci guarderei all’indole disincantata, ironica, laboriosa, ma saldamente radicata alla loro terra e al loro mare dei greci delle isole e quella di alcune piccole  comunità siciliane, che per motivi storici e geografici, hanno mantenuto il senso di autentico radicamento con il loro territorio.

– Cosa proporresti per rendere il legame tra la Sicilia e la Grecia più forte e produttivo?
  • Partirei certamente da tre settori :
1.scuola e formazione, con una programmazione più intensa e capillare di scambi tra studenti e con una diversa pianificazione dei viaggi d’istruzione nelle scuole superiori tali da consentire esperienze più intense ed autentiche. Penserei anche ad  un investimento massiccio in programmi specifici di studi universitari volti a consolidare una reciproca conoscenza della lingua greca moderna ed italiana.
2.beni culturali e turismo con iniziative volte ad ampliare le iniziative e le collaborazioni culturali non limitandole all’ambito archeologico o artistico della Grecia antica, ma allargandole alla vivace esperienza culturale greca ed italiana dell ‘Ottocento e del Novecento e alle ultime tendenze artistiche contemporanee.
3.settore enogastronomico, inteso come rivalutazione di percorsi anche legati alla storia dell’alimentazione greca e siciliana con riferimenti alle dinamiche storiche e culturali, che hanno portato ad una tradizione alimentare ed enologica  che in realtà è frutto di di commissioni tra ambiti mediterranei, mediorientali, magrebini , iberici e turchi e  che hanno determinato una fusione di sapori molto intrigante ed attraente.Sarebbe un ambito in cui ampi settori della popolazione potrebbero essere coinvolti.
– Due caratteristiche siciliane che vorresti rendere famose in tutto il mondo e due che vorresti che smettessero di esistere.
  • Utilizzare categorie generali per descrivere comportamenti umani su basi territoriali è sempre fuorviante, auspicherei semplicemente  che venissero ben conosciute la’ filoxenia’, ovvero il senso dell’ospitalità dei siciliani e la loro facilità ad entrar in contatto con gli altri . Non mi dispiacerebbe, inoltre, che si diradasse l’intima e lucida rassegnazione dei siciliani nei confronti di forme autentiche di progresso civile, anche se riguardo tale aspetto le responsabilità non sono certamente da attribuire alla generalità dei siciliani, ma alle dinamiche di gestione del territorio che non sempre hanno mostrato efficacia e progettualità adeguate alle esigenze della popolazione.
*photo credit: Davide Amenta

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