I corrispondenze tra la fisica quantistica e la visione platonica del Timeo, questo l’argomento affrontato dal prof Fabrizio Bartoli, studioso e membro del comitato scientifico dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale, fondazione organizzatrice dell’evento, patrocinato dal Comune di Ancona, dall’Anek Italia Lines e dall’ Associazione Nazionale di Cultura Classica. Nella gremita e suggestiva sala della Pinacoteca comunale di Ancona, il prof. Bartoli ha coinvolto il pubblico in un viaggio filosofico-scientifico, partendo dal Timeo di Platone, dialogo scritto intorno al 360 a.C. che maggiormente ha influito sulla filosofia e sulla scienza, dimostrando la sua straordinaria attualità e corrispondenza con la fisica quantistica. “La nuova scienza ha abbandonato la visione determinista della meccanica classica, cioè dell’universo concepito come una macchina.

  Le conoscenze scientifiche ci portano ad una concezione filosofica dell’universo unitaria, olistica, in cui la visione dualista che comportava la divisione tra osservatore e cosa osservata, tra materia ed energia, scompare per lasciar posto ad una conoscenza di tipo metafisico, trascendente, non duale”, ha affermato Bartoli. Secondo, questa nuova visione, quindi, gli oggetti non possono essere considerati reali, non è possibile affermare che qualcosa muore e qualcos’altro nasce, ma che la stessa realtà rimane costante e assume forme diverse, provvisorie. L’universo, quindi, si deve considerare una totalità inscindibile, un unico tutto, un insieme di vibrazioni, campi di energia in continua interazione. Questa interazione è definita Entanglement, intreccio, interdipendenza tra menti corpi della biosfera e quanti, galassie nel cosmo. Una affermazione, questa, analoga non solo con l’antica tradizione che si riferiva al culto della Grande Madre, divinità femminile, una Madre da cui tutto nasce ma, soprattutto, con le parole di Platone quando nel Timeo descrive la “Nutrice”, colei che alimenta la vita e collega ogni cosa nel cosmo, come una grande rete, una Matrix dalla quale tutto nasce e tutto ritorna.

  Il filosofo greco introduce una terza specie dell’universo, pertanto gli elementi essenziali di cui è composto il mondo, acqua, fuoco, aria, terra, non hanno più una definizione precisa, ogni elemento può trasformarsi in un altro: “l’aria arsa diviene fuoco e l’aria costretta e condensata diviene nuvola e nebbia”. Ogni cosa è collegata attraverso una rete, un Campo invisibile, un Olocampo. La descrizione della “Nutrice”, come Matrice, Grande Madre fatta da Platone, circa 2400 anni fa, è davvero sorprendente e coincide con quanto affermato dai fisici quantistici. Il prof. Bartoli ha concluso affermando che è necessario sviluppare una cultura olistica, integrale che inglobi scienza, filosofia, religiosità per maturare una coscienza allargata. Le corrispondenze tra la visione platonica del Timeo e la fisica quantistica possono dare un grande contributo per acquisire una nuova visione del mondo, più vera e completa e prospettare soluzioni positive per le complesse problematiche del presente.


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