*Traduzione e adattamento da Aristofane di Edoardo Cintioli 

Teatro La Nuova Fenice di Osimo, venerdì 02 ottobre 2020 ore 21.15

Le donne: 

Lisistrata  Giorgia Bugari

Calonice  Cecilia Grilli

Stratilite  Teresa Lanari

Mirrina  Sara Petroselli

Prassagora Piera D’Avino 

Nicodice  Giulia Tesei

Lampitò la spartana  Francesco Lanari 

Le tre fuggitive  Giacomo Krueger, Edoardo Cintioli, Filippo Leita

La Pace  Sara Petroselli

Gli ateniesi:

Strimodoro Giacomo Krueger 

Filurgo  Francesco Capulli

Licone  Filippo Leita

Il Commissario  Francesco Lanari

Cinesia  Edoardo Cintioli

Il Bambino  Giacomo Krueger

Gli spartani: 

L’Araldo Francesco Capulli

L’Ambasciatore Filippo Leita

Il Cenacolo dei Farfalloni

 in collaborazione con 

Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale – sede di Ancona

a cura di Andrea Zepponi,

membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale

Il Cenacolo dei Farfalloni è tornato sulle scene venerdì 2 ottobre 2020 ore 21.15 al TeatroLa Nuova Fenice” di Osimo dopo mesi di confinamento con uno spettacolo tutto nuovo, un adattamento della commedia Lisistrata di Aristofane. L’evento ha avuto uno straordinario successo di pubblico grazie al sostegno e la collaborazione della sede anconetana dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale diretta da Haris Koudounas, la giovane compagnia osimana under 30 si confronta con un  classico del teatro antico, un manifesto per la pace scritto nella Grecia del 411 a.C.,  ma ancora capace di far ridere e riflettere. Con lo slogan La pace è donna la compagnia attoriale ha riproposto, con l’adattamento di Edoardo Cintioli, il testo  di Aristofane che profila a tinte comiche l’utopia del pacifismo sostituendo l’egemonia della natura a quella del potere arsenocratico dove gli uomini sono intenti alla guerra e disertano le famiglie. Il dissidio tra polis e fysis rimanda a un altro testo teatrale della grecità classica che presenta la stessa antinomia in chiave tragica: le Baccanti di Euripide che anticipano il “fate l’amore, non fate la guerra” nei suoi effetti più devastanti. I diritti della natura nella passione erotica, che si manifestano nella tragedia euripidea, riaffermano la loro potenza quando le donne non accettano più l’ordine dei ruoli sociali, mentre nella commedia aristofanesca il rifiuto dell’ordine naturale – “ se fate la guerra, non fate l’amore” – al fini di affermare un nuovo ordine erotico che nella commedia è evidente nell’esilarante elemento biotico, si ripercuote sulla polis con  effetti sulla condotta del conflitto con Sparta. In Lisistrata prende voce una esperienza radicale in seguito alla distopia di un mondo dove la guerra è divenuta unica ragion d’essere dell’ordine statale di un’Atene costretta a fare i conti con la combattiva Sparta in un’escalation di provocazioni e affronti tipica dell’aggressività maschile.

Lisistrata propone allora il suo pacifismo domestico, tanto utopistico quanto sublime perché basico e istintivo, lasciando scoperta tutta la biotica e pertanto comica fragilità dei maschi. Lisistrata fa in Aristofane, mutatis mutandis, ciò che Dioniso fa in Euripide. Tutto questo è stato declinato dalla compagnia Il Cenacolo dei Farfalloni con accattivante pregnanza nell’intento di mettere in primo piano la costante di un messaggio rivoluzionario con dei costumi settecenteschi rievocanti sia il momento illuminista sia suoi derivati nella rivoluzione francese, e alcuni orpelli della modernità per non escludere ogni possibile attualizzazione del messaggio stesso: ad esempio l’accendigas, il peluche del Bambino, le calzature contemporanee. Sul piano della scrittura di scena la lettura di E. Cintioli come ha espunto le parti corali privilegiando le scene più sapide e rappresentative, così, sul piano del linguaggio, la sua traduzione ha usato un inaspettato bilinguismo attribuendo ai dorici spartani cadenza e lessico anconetani, di immediata presa sul pubblico, e una mirata scelta del turpiloquio in funzione espressiva realizzando la principale funzione di una commedia che è quella di far ridere. La risata scattava non solo per il gioco linguistico, ma anche per la scelta di fare interpretare versatilmente il personaggio di Lampitò la spartana a un attore, Francesco Lanari, che ritornava in scena come Commissario nei panni ellenici di un dinoccolato euzones la cui fustanella ha avuto buon gioco nell’esibire la incresciosa, ma irresistibile erezione fallica generalizzata in tutti i maschi insoddisfatti dalle donne nella commedia. In questo il costume tradizionale greco risultava funzionale non solo dal punto di vista simbolico. Sprazzi di grande professionalità si coglievano in tutti gli attori tra cui spiccava la dizione espressiva drammaticamente intonata di Giorgia Bugari nel ruolo titolare; la fantasia registica, realizzata su una scena essenziale e ben disposta sul palcoscenico del bel teatro di Osimo, ha ideato e gestito la dovuta prossemica degli interpreti con estro e chiarezza sfruttando tutta la spazialità del teatro con alcuni ingressi degli attori anche dalla platea. 

L’iniziativa ha avuto successo pieno e ha visto la sala del teatro osimano stracolma e prodiga di un sensibile consenso. La presentazione della serata e il congedo finale al pubblico sono stati simpaticamente svolti da Niccolò Duranti. Una  rappresentazione di Lisistrata come questa a “La nuova fenice” di Osimo può configurare un nuovo corso dopo mesi di inattività per il settore dello spettacolo dovuta al confinamento per il covid e una provvida occasione per rilanciare un sano motivo di aggregazione – seppur controllata e ligia alle norme- e soprattutto per recuperare il senso di resilienza di fronte ai momenti di crisi attraverso l’arte e la cultura dello spettacolo. Artefici di ciò il Comune di Osimo, l’A.S.S.O (Azienda Speciale Servizi Osimo), l’U.I.L.T. Marche (Unione Italiana Libero Teatro), la BCC di Filottrano, Osimo Web e Bruno Severini che ha effettuato la ripresa filmica e fornito la documentazione fotografica. 

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